Dylan Dog No. 7: La zona del crepusculo

 

Il conflitto principale

Mabel, una ragazza che abita nel piccolo, idillico paese di Inverary, dove tutti sono gentili e amichevoli “like in the good old days”, si accorge che alcuni concittadini dimostrano all’improviso segni forti di putrefazione (gli occhi gli cadono dal viso ecc.) e chiama l’indagatore dell’incubo appunto per indagare.

Mentre Dylan e Groucho si avvicinano, Mabel si vede circondata di morti viventi che le ripetono le stesse cose che avevano detto il giorno prima, e si forma un bel gruppo di zombi che la insegue fino al lago, nel quale Mabel si tuffa per scappare. Dylan, che ormai si trova sul traghetto, sente le sue grida e si tuffa nell’aqua per salvarla, ma scopre che non dimostra più segni di vita e deve lasciare il cadavere per salvarsi da un enorme mulinello nel lago. Il giorno dopo, Mabel si sveglia nel suo letto, incerta se i fatti della notte scorsa fossero un incubo.

La trama continua, ma andiamo direttamente al punto in cui Dylan e Mabel si incontrano per la seconda volta, ma è la prima volta che Mabel veda Dylan. Mabel ha pensato tanto dei avvenimenti e ha avuto più incontri con concittadini morti e fatiscenti. Ed è anche lei a “solvere” il caso: “Allora… se tutto è avvenuto realmente… significa che anch’io… anch’io sono una di LORO!” (p. 67), e quando Dylan non le crede, glielo dimostra tagliandosi con un frammento di vetro: “Niente sangue … il mio polso non batte … non ho respiro… ecco come mi sono salvata dal gorgo.. non potevo morire… PERCHÉ IO NON SONO VIVA!” (p. 69). Poi lo porta dal Dottor Hicks, il medico del paese che “ripara” i suoi concittadini. Lui spiega a Dylan come è riuscito a dare vita ai morti, lavorando con materiali trovati nel laboratorio di Abraxas / Dottor Vergerus, che si trovava ad Inverary e che il padre di Dylan distrusse. Mabel, ormai cosciente del suo stato, si rassegna contentamene.

Ad Inverary, che è quasi un anagramma di “never vary”, il tempo si è fermato. Questo incubo è il sogno dei conservatori, “la banalità sublime …[…] il nonsenso totale” (p. 95). La vita “idillica” di Inverary è la morte, l’armonia è un orrore. Fa venire i brividi leggere come alla fine dell’episodio, “un giorno che verrà”, i cittadini di Inverary ripetono per la terza volta gli stessi dialoghi e Mabel viene invitata per la terza volta alla Festa di Mark, sperando che lui le voglia bene (p. 99). A volte, c’è chi si sveglia e riconosce l’orrore quotidiano come tale, ma spesso queste stesse persone preferiscono di addormentarsi di nuovo, come Mabel.

E il nostro indagatore, invece di “distruggere i “Mostri” di Inverary con il fuoco purificatore come nei film dell’orrore” vuole solo “andarmene… andar via di qui il più presto possibile […] E potete stare tranquillo: il mondo non saprà mai in quale abisso di disperazione voi avete precipitato questa città” (p. 97).

Dylan Dog, il Signor Rossi dell’orrore, vede com’è malata la società, ma non è un rivoluzionario. Forse è meglio così perché Dylan agisce sempre da solo, perché quelli che vogliono “pulire il mondo con il fuoco purificatorio” sono pazzi, reazionari o entrambe queste cose.

La donna

Mabel è una brava ragazza, e noiosissima. Ha un breve momento lucido di ribellione, ma si rassegna appena ha capito che lei stessa fa parte del sistema orribile che le aveva fatto paura.

Intertestualità:

C’è un lungo escurso in cui viene riassunto il racconto “Testimonianza sul caso del Signor Valdemar” di Edgar Allen Poe (pp. 81 – 88) che non annoia Dylan, come teme il Dottor Hicks (p.89), ma me. Odio E. A. Poe!

La Gran Bretagna immaginata:

all’inizio pensavo che Inverary, così idillico, con le sue macchine antiche e i caratteri stereotipati dei suoi cittadini fosse un’esempio per la Gran Bretagna immaginata, ma non è così: il tempo si è veramente fermato qui. Ma infondo, è solo la macchina di Mark (p. es. p. 12) che è più antica dei soliti anacronismi di DD.

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