Dylan Dog No. 13: “Vivono tra noi”. Vampiri borghesi.

Il conflitto principale

È stato dimostrato tante volte che il mito del vampirismo ha una componente sessuale molto forte: ci si abbandona appassionatamente ad una forza strana e misteriosa che entra nella nostra vita soprattutto di notte, c’è uno scambio di fluidi che lega la parte passiva per sempre a quella forza ecc.

In “Vivono tra noi” però, il vero tema è il capitalismo e la sua civiltà.

Già nel prologo vediamo un signore normalissimo che lascia l’ufficio, chiacchiera con il bidello e torna a casa dove lo aspetta sua moglie con un aperitivo e la cena. Ma il viso di questo angelo casalingo, lo vediamo noi, sembra putrefatto. Come milioni di uomini simili, lui si toglie le scarpe e sospira: “Beh, ognuno può avere le sue convinzioni sulla vita, ma per me non c’è nulla di meglio del tornare a casa e mettersi in libertà” (p. 9). Chi non ha mai detto o pensato questa banalità, appena tornato dal lavoro, avvolto in una nuvola di puzza di piedi stanchi, contento che si può finalmente togliere la maschera che portiamo quando entriamo nel mondo esterno? Anche lui si toglie una maschera e vediamo il suo vero viso, che sembra essere quello di un cadavere. Come tutti noi morti viventi, la coppia si gode l’aperitivo, la cena e un film in TV, con le loro facce distorte e piene di ferite – aspetti che nascondiamo nella vita quotidiana. Quindi, il solito messaggio dylanesco, “l’orrore e tra di noi / l’orrore lo siamo noi”. Il film che i due guardano ha come protagonista un uomo brutto, e uno dei due commenta: “Mi chiedo come si possa andare in giro con una faccia così!” (p. 10) L’uomo moderno ride dei “freaks” e non si accorge quanto distorto lui stesso sia.

Ma veniamo alla trama principale: Cindy e Derek sono una coppia abbastanza giovane, colta e appartenente al ceto medio, e vecchi amici di Dylan. Senza saperlo, Cindy è una vampira. Di notte, Derek uccide della gente e dà il sangue alla moglie quando sta male. Così, Derek nasconde il brutto fatto da Cindy, la quale sospetta di lui e prega Dylan di indagare su Derek, perché “Non è più lui! […] è un’altra persona”. All’inizio, Dylan non è convinto, ma presto sospetta che Derek possa essere responsabile per una serie di omicidi le cui vittime erano tutte completamente dissanguiate. Derek confessa a Dylan di essere un vampiro e si uccide. Tutto sembra chiaro e Dylan comincia una relazione con la giovanissima figlia di Derek e Cindy, Carol. Ma Dylan sente che qualcosa non andava bene, e finalmente capisce che cosa: Quando Cindy gli chiese di indagare su Derek allo Zoo, non si vedeva la sua riflessione nel ruscello. Dylan torna alla tomba di Derek dove c’è Cindy che è ormai cosciente di essere una vampira. Trasformata, attacca Dylan, ma dopo uno show-down che dura cinque pagine, Dylan riesce di decapitarla.

Ciò non sembra di aver avuto nessun effetto sulla relazione tra Dylan e Carol, perché sei mesi dopo sono ancora insieme.

C’è anche un epilogo: un giorno, Carol va ad un appuntamento in una villetta: è una tea party vampiresca dove conosce tutti. Si toglie la maschera e dimostra la stessa faccia putrefatta dei due all’inizio e anche di sua madre. A proposito di quella: uno dei ospiti dice a Carol: “l’errore di Derek e Cindy è stato di uccidere per il sangue. A che serve? I nostri amici negli ospedali ce ne forniscono in abbondanza. E anche il plasma è ottimo…” (p. 99). E questa è la sintesi del episodio: nel capitalismo ci cibiamo del sangue altrui, ma non bisogna uccidere per ottenerlo. Il potere diretto – esemplificato dall’omicidio – è brutto e anacronistico in un’età in cui tutto, compresi noi, è una merce e il potere indiretto regola le nostre relazioni. Abbiamo tutti due facce benché alcuni di noi, come Cindy inizialmente, non siano coscienti né di questo fatto né dalla propia dipendenza del sangue altrui perché loro stessi non uccidono per ottenerlo. Cindy era la tipica casalinga borghese che non sapeva o non voleva sapere come il marito guadagnasse “da vivere”.

 

La donna

Abbiamo detto che qui, il vampirismo non è un simbolo per il sesso, ma c’è un intermezzo “amoroso” interessantissimo tra Dylan e la segretaria di Derek, Vera. I due si conoscono al funerale di Derek e la donna giovane e bella con gli occhiali grandi invita l’indagatore dell’incubo a casa sua per quella sera. Vera esce dalla doccia nuda per aprirgli la porta e viene subito ai fatti. Dylan è un po’ sconvolto, ma si arrende ala voluttuosità della donna. Poco dopo, si accorge che lei è una vampira, ma lei gli chiede: “Di che hai paura? … Vieni … io ti voglio…” (p. 60) Ormai, Dylan è cosciente di trovarsi nel pericolo e prende una spada (occhio al simbolo fallico!) dalla parete. Vera gli dice di ucciderla e Dylan la penetra con la spada, ma la ferita ovale (!) non le fa del male. Si butta sull’indagatore supino e si dà da fare in una posizione che è in effetti quella missionaria – Dylan sta per essere stuprato!

Fortunatamente riesce di liberarsi e di decapitare Vera. Ma è evidente che in questo episodio il vampirismo ha anche un significato sessuale e pertinente alla tematica gender. Ecco tre donne fortissime: È Cindy che all’università attaccò Derek e lo trasformò in un vampiro, Vera quasi stupra Dylan e anche Carol non è quella fanciulla innocente per la quale Dylan la prende.

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