Maxi DD N. 2: “Ho ucciso Jack lo squartatore”. L’autoironia salva Sclavi.

There was a man who told me a story about

A conspiracy.

He told me how it started

And what it meant to me.

Doctors and lawyers and bankers and priests are

Controlled by U.F.O.s

(The Dead Milkmen: “Epic Tales of Adventure”)

 

Questa storia contiene quasi tutti gli elementi tipici delle storie scritte da Sclavi: una madre cattiva, una femme fatale matura e una biondina innocente e inerme, scientifici cattivi e una Grande Cospirazione.

All’inizio, la vecchia zitella Maude Rutherfork racconta a Dylan di una grande cospirazione da parte di “loro” che usano mosche attrezzate con microfoni per spiarci e che sono responsabili sia per la BSE (la storia fu pubblicata nel 1999, vi ricordate l’isteria di allora?) che per la febbre suina e, insomma, per TUTTO. Dylan la crede pazza, ma poi scopre che quasi non aveva esagerato. Alla fine, l’unica cosa sulla quale non vanno d’accordo è che Dylan crede che le forze dell’ordine e la giustizia puniranno i responsabili, mentre la Rutherfork lo corregge: “Vi sbagliate! Oh, certo, qualche pesce piccolo pagherà per tutti, e questo caso, soltanto questo, sarà chiuso… ma la “Grande Cospirazione” continuerà!

La tendenza di credere in teorie di cospirazioni è spiegabile data l’esistenza di GLADIO, della P2 e delle diverse mafie in Italia. Comunque, quelle teorie sono ugualmente ridicole se sono formulate da una vecchia eccentrica, da Dylan o chicchessia. In fondo, le teorie di cospirazioni sono bugie rassicuranti perché suppongono che c’è un gruppo che capisce e che controlla tutto. Inoltre, rendono possibile dare la colpa per le cose brutte che succedono a qualcuno senza interrogare se stessi. Il cantautore Bernd Begemann dice: “e guardiamo sempre film polizieschi / anche se è duro per le vittime / il commissario deve provare che i cattivi non siamo noi”.

Ci sono cospirazioni, ma non c’è Una Cospirazione. Noi siamo controllati, ma lo sono anche “loro”. Anziché una cospirazione, c’è un sistema, il capitalismo, e lo riproduciamo tutti continuamente. Noi siamo responsabili. Ma la buona notizia è che, visto che la riproduzione del capitalismo dipende da noi, possiamo anche superarlo. Il primo passo in quella direzione è chiarirsi le idee su quello che succede, rifiutando le teorie di cospirazioni e uccidendo non “Jack lo squartatore”, ma i miti.

Però Tiziano Sclavi non sembra del tutto convinto di quelle teorie perché le ironizza tramite il carattere della Rutherfork. “Non è vero, ma ci credo”: un atteggiamento molto italiano. Ma fortunatamente in fondo Dylan non è il tipo da indossare un cappello di foglio d’alluminio.

 

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