DD N. 373: “La Fiamma”. Da Hamburg a Hackney.

Tout le monde deteste la police

(Anonimo)

 

Questo episodio è un vero e proprio page-turner che forse non sarà sulla lista di albi indimenticabili, ma mi è piaciuto a causa dei bei dialoghi, dell’uso della TV come il coro nella tragedia greca (e nel teatro di Brecht) e delle parallele frappanti tra la trama e gli avvenimenti attorno al G20 di Amburgo di questa estate.

 

Due facce della medaglia borghese

C’è un detto popolare secondo il quale chi non è comunista all’età di venti anni non ha un cuore, e chi lo è ancora all’età di quaranta non ha un cervello. L’opposto è vero: il radicalismo dei giovani spesso va di pari passo con una teoria confusa, mentre il conformismo degli adulti non è dovuto ad argomenti filosofici o politici, ma alla mancanza di fegato. Solo pochi sopportano per molti anni l’antagonismo tra se stessi e il mondo com’è, che si sente ogni giorno.

Per questo, sia Dylan che Alev hanno ragione nelle loro discussioni. Sì, gli “argomenti” di Alev sono “frasi da diario adolescenziale” come dice Dylan. Ma Dylan è altrettanto idiotico se crede di poter protestare “con il [suo] stile di vita” o se raccomanda la protesta sui social media. In fondo, tutti e due discutono di scelte e comportamenti individuali, come se la vita politica e la storia fossero determinati da tali (come crede l’ideologia borghese) anziché dall’antagonismo tra capitale e lavoro. Gli individui e le loro coscienze sono protagonisti solo nella pubblicità e negli altri prodotti dell’industria culturale. Nella realtà lo sono le classi e le loro teorie.

 

Hamburg calling / London’s burning

Nel 2011, c’erano sommosse che cominciarono al quartiere londinese di Tottenham, i quali poi si allargarono in tutta l’Inghilterra. Ma sono convinto che l’episodio tratta di un avvenimento ben più attuale, ovvero le proteste contro il G20 di Amburgo die questa estate. Visto che tali avvenimenti sono molto complessi, un fumetto non li può veramente rispecchiare, ma solo raffigurarli in un mosaico di sassi e frammenti di vetrine rotte. Dio, non voglio fare il poeta, per questo esaminiamo gli elementi comuni:

  • A p. 16, Dylan lancia una pietra contro un poliziotto antisommossa. Recentemente, un ventunenne è stato condannato a due anni e sette mesi di reclusione per aver lanciato due bottiglie vuote contro la polizia. Nessun agente era stato ferito dagli oggetti lanciati, e la condanna è più dura di quella richiesta dal PM.
  • 26-30: la “ronda” dei militanti “arresta” Dylan. Infatti, molti militanti hanno impedito che gruppi violenti saccheggiassero piccoli negozi o dessero fuoco a edifici abitati nel quartiere “Schanzenviertel”. La polizia, che aveva mobilizzato decine di migliaia di agenti, era completamente assente per ore.
  • 95.98: bravi cittadini scendono in strada, “armati di scope, per pulire i resti del disastro.” Questo avvenne sia ad Amburgo che a Tottenham, e l’eco mediatico nel fumetto è uguale a quello reale: “Si tratta di un’imponente manifestazione politica,” blah, blah, blah. Infatti questo ridicolo tentativo di un esorcismo politico non è che una manifestazione di conformismo simile a quello di bambini perfidi che bramano la lode di genitori o professori che hanno appena sgridato quelli “cattivi”.

 

Intertestualità

Nel Centro Sociale Occupato, un MC declama The Evil Empire of… dei Public Enemy (2012). Marvin dice che “quando guardi nell’abisso, la bisso guarda in te” (p. 55), parafrasando Friedrich Nietzsche (Al di là del bene e del male, 1886). A p. 47 invece ho scoperto un tipo con la maglietta degli Anthrax. Si trova per giunta nell’ospedale. Infine, a p. 41, il battere dei manganelli contro gli scudi della polizia, invece del famigliare “TUMP!” fa “TRUMP!”, e riferendosi al mostruoso Donald Trump.

Numerologia

L’enorme poliziotto che perseguita Dylan ha il numero 407. D è la quarta lettera dell’alfabeto, G la settima. Un fatto abbastanza interessante, ma non troppo. Il numero 1312 non compare nell’episodio.

La Gran Bretagna immaginata

Gli stolti giochi in TV sono una specialità italiana, e un programma come quello di “Jack dei fagioli” non andrebbe in onda in Gran Bretagna. Inoltre, le proteste ambientali (come quella di cui l’episodio parla) sono un fenomeno più italiano che inglese. Infine, “Free Hospital” non è un nome idiomatico per un ospedale.

 

Titoli di coda

Invece, “Free Hospital” è una canzone dei Tocotronic, una band originalmente di Amburgo. E come se due ragioni non bastassero per ascoltarla adesso, il suo testo è talmente eerie che potrebbe essere un’avventura dell’Indagatore dell’Incubo:

Nelle arterie del legno vedo dei visi

Il ticchettio dell’orologio è come una canzone

Le cose intorno a me formano un motivo

Che mi circonda immobile

 

(Rit.)

In queste stanze si giace più confortevolmente

Che in qualunque posto conosciuto prima

Tutto intorno diventa più gradevole

Sento un lieve ronzare.

 

Dall’oscurità due occhi guardano

E il loro sguardo è funesto e bello

Lo sento benissimo ma quasi non lo credo

Siamo feriti da quello che vediamo.

(Rit.)

Le cose intorno a me formano un motivo

Che mi circonda immobile

Là dall’oscurità due occhi guardano

E il loro sguardo è funesto e bello

Lo sento benissimo ma quasi non lo credo

La nostra lotta deve continuare

 

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